Processo tributario: l’avviso di accertamento tardivo

La possibile nullità degli avvisi di accertamento notificati oltre il termine di decadenza

Processo tributario

L’avviso di accertamento è l’atto con cui l’amministrazione avvisa il contribuente di aver eseguito un controllo, di aver accertato che egli ha commesso un’irregolarità e gli intima il versamento delle somme dovute. 

Ma sapevate che esiste un’ipotesi per cui questo avviso di accertamento risulta nullo?

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ph: kevinsmith lic.cc.

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L’articolo 157 del D.L. 34/2020 stabilisce che gli atti di accertamento, in scadenza dall’8 marzo al 31 dicembre 2020 devono essere emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati nel periodo tra il giorno 1 marzo 2021 ed il giorno 28 febbraio 2022.

Il termine di cui parliamo (31 dicembre 2020) se non viene rispettato determina la nullità del diritto alla potestà accertativa.

Perciò, un avviso di accertamento, in scadenza al 31 dicembre 2020 se emesso dopo tale data risulta illegittimo perché tardivo.

Come facciamo però a stabilire se l’avviso di accertamento è stato emesso rispettando il termine?

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che gli atti si intendono emessi se risultano «firmati e protocollati» entro il 31 dicembre 2020.

Tuttavia, questa risposta non risulta esaustiva.

Infatti, l’avviso di accertamento è un atto di formazione di parte, per cui, il suo contenuto è privo di valore probatorio ed è mancante di data certa.

Ed allora, per ritenere effettivamente provata la data di emissione, l’Ufficio dovrà fornire prova attraverso l’esibizione in giudizio di valida marca temporale.

Questo è quello che ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza 4251/2019: solo l’apposizione della marca temporale consente di determinare in modo certo la data a partire dalla quale il documento viene ad esistenza, garantendone, pertanto, la validità.

Contattaci per avere ulteriori chiarimenti sul tema.

Nello studio di Avvocati Lexinto l’Avvocato che si occupa di diritto tributario è Andrea Sardo.

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